Caro Francesco, nell’evento del 24 Aprile u.s., hai utilizzato la metafora, molto vissuta dai partecipanti, in maggioranza, meno dagli ascoltatori, del gorilla di montagna nel tuo ultimo viaggio in Uganda.
Sottolineasti che il tuo peregrinare più che in veste di turista fu quello di un viaggiatore.
La metafora fa pensare al disegno della vita e all’interpretazione che ognuno fa della stessa!
In me il tutto porta a riflettere sui sentimenti, sulle motivazioni, sui significati del nostro viaggio terreno e al senso di unità che il turista non può cogliere non partecipando in modo animico all’esperienza!
Questa metafora può essere adattata in qualche modo alla nostra professione e all’interesse centrale verso il malato quale portatore della malattia?
Qui la risposta completa del professor Negro: https://www.luimo.org/il-tema-del-giorno/editoriale-lunedi-25-maggio-2026